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"Il 118 non si fa senza infermieri", l'ente ordinistico della categoria contro la delibera della giunta regionale

La delibera regionale sancisce un accordo con le associazioni di volontariato nella gestione del 118. Contrari sono l'Ipasvi della provincia di Firenze e di Arezzo, l'ente ordinistico degli infermieri, assistenti sanitari e infermieri pediatrici e il Giett gruppo infermieri emergenza territoriale Toscana.

'Il 118 non si fa senza infermieri': con questo slogan il collegio Ipasvi delle province di Firenze e Arezzo, ente ordinistico degli infermieri, assistenti sanitari e infermieri pediatrici, e il Giett, il gruppo infermieri emergenza territoriale Toscana, si schierano contro la delibera del 30 giugno della giunta regionale Toscana con la quale è stato siglato un accordo con le associazioni di volontariato nella gestione del 118. "L'infermiere categoria professionale, cardine del sistema sanitario nazionale, non può essere ignorata dalle istituzioni regionali", affermano. La vicenda riguarda anche il Valdarno aretino e fiorentino.

"L'accordo penalizza proprio gli infermieri del settore sostituendolinella fase di gestione dei mezzi di soccorso con soccorritori afferenti dalle AAVV. Lo stesso documento assegna al medico di centrale operativa compiti propri dell'infermiere in deroga alla normativa vigente che rende le due figure professionali sinergiche e indipendenti. Ci risultano inspiegabili e inquietanti anche alcuni segnali discriminatori per gli infermieri 
provenienti da deliberazioni aziendali che tentano di istituire un nuovo modello di soccorso non previsto dalla normativa che esclude l’Infermiere dall'equipaggio sanitario delle auto mediche a favore di soccorritori BLSD, condizione che rende potenzialmente verosimile il verificarsi di episodi configurabili in esercizio abusivo di professione infermieristica".

"L'efficacia ed efficienza dell'impiego dell'infermiere nei sistemi 118 sono un dato di fatto, lo confermano gli esempi delle realtà nazionali ed internazionali ormai largamente diffusi. Un impiego professionale ad alto valore sociale con risultati positivi sia nella delicata attività di centrale operativa, sia nell'impiego sui mezzi di soccorso, auto mediche e in particolare ambulanze infermieristiche, al momento ancora distribuite con estrema disomogeneità territoriale in quanto le regole di attuazione sono assegnate ai direttori di 118 in assenza di specifica normativa regionale".

"Riteniamo, senza niente togliere al personale delle associazioni di volontariato, che gli infermieri non siano sostituibili da persone con competenze frutto di una formazione non sanitaria, in quanto la sola preparazione tecnico-esperienziale non è sufficiente per una attività complessa quale la gestione ed il coordinalmento dei mezzi di soccorso quando si tratti di eventi che richiamano la condizione di emergenza. Riteniamo che le centrali operative 118, e tutto il personale che vi opera, debbano rimanere sotto la pubblica amministrazione senza influenze esterne che potrebbero in qualsiasi modo interagire negativamente sulla catena del soccorso al cittadino".

Il Giett, gruppo infermieri emergenza territoriale della Toscana, nato per l'adesione di infermieri provenienti da tutte le centrali operative 118 della regione, si propone alle istituzioni politiche amministrative e organizzative della Regione Toscana, come interlocutore di riferimento e confronto per le tematiche sanitarie.

Di Monica Campani
Fonte: valdarnopost.it

1 commento:

  1. chiedere è lecito rispondere è cortesia, era uno slogan insegnatomi da mio nonno, credo che bisogna rispondere cortesemente solo se la richiesta è sensata. non si può rispondere ad una richiesta come questa, si deve ATTACCARE, non con la sola forza specifica regionale, ma con tutta la forza infermieristica nazionale, se ci escudono da un ruolo legittimo, normato, senza una risposta forte e unitaria , ci possono escludere da qualsiasi altra cosa. dobbiamo portare i dati che mettono in evidenza l'importantissimo ruolo dell'infermiere svolto nell'ambito dell'emergemza sanitaria. in questa generazione di infermieri si gioca il futuro della professione, "in prima linea non si molla mai" mauro sclavi infermiere 118 macerata

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