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La Corte dei Conti indaga: falsi ricoveri per aggirare l'erario. Indagati medici, infermieri e pazienti


PERUGIA - La Corte dei Conti sta indagando per chiarire il problema dello scandalo delle analisi fatte gratis ad amici e parenti nelle ASL della Regione. Fino a oggi gli indagati sono 564, e anche la Corte dei Conti tira giù il suo bilancio. Fascicoli aperti dal procuratore S. Castiglione per i casi che hanno riguardato gli ospedali di Orvieto, Narni e Amelia. E altri due fascicoli sul tavolo del capo della procura regionale della magistratura contabile, A. Chiappiniello, che guarda con scrupolo e attenzione quello che è emerso dal lavoro della Procure di Perugia e Spoleto.
Se il conteggio è presto fatto, la sola contestazione della Corte dei Conti che ipotizza il danno erariale, ha fatto mettere mani al portafogli a diverse delle persone indagate (in questo caso medici e infermieri). Per esempio i 35 sollecitati da Castiglione hanno pagato tutti (meno uno) prima che la procura mettesse mano all’atto di citazione. Soluzione per evitare il processo contabile, spese comprese. Ma non per evitare le vergogna della doppia indagine, quella penale e quella contabile che è seguita a ruota.
C’è chi deve pagare trecento euro (e alcuni l’hanno già fatto) ma la casistica più frequente è quella dei risarcimenti che vanno dai 20 ai 180 euro. Anche se per qualche indagato si conteggia soltanto un pugno di euro. Il problema è che non si possono aggirare le liste d’attesa e non pagare il ticket pensando di farla franca. Ed il sospetto è che il fenomeno dei falsi ricoveri per non far pagare analisi e prestazioni, sia più ampio di quanto sono riusciti a circoscrivere i carabinieri del NAS guidati dal capitano Vetrulli. Tant’è che in procura a Perugia qualche magistrato ha già chiesto di fare un altro passo avanti, andando a cercare tutti i casi sospetti degli ultimi anni. Questo significa nuove acquisizioni (già avviate nelle scorse settimane) e la possibilità concreta, partendo dai casi dubbi, di avere la conferma che quel sistema dei falsi ricoveri era ben collaudato e studiato.
Il trucco dei falsi ricoveri per fare analisi e ottenere prestazioni specialistiche, funzionava così: il fortunato che poteva saltare le liste d’attesa e poi non pagava il ticket, veniva fatto andare in reparto per esempio per il prelievo del sangue. E la provetta, regolarmente etichettata, finiva in laboratorio. Perché il Mario Rossi aggiunto alla lista che scendeva dal reparto, risultava, semplicemente un ricoverato. Ma in corsia c'era stato solo il tempo di un prelievo. Niente fila al CUP, niente numeretto per consegnare le urine e neanche un euro lasciato alle casse di Asl e Aziende ospedaliere. Finché l’inchiesta non ha raddoppiato e il lavoro dei NAS è finito anche sul tavolo della procura regionale della Corte dei Conti. I magistrati con la calcolatrice sono stati inflessibili. Ogni analisi un prezzo, ogni prezzo il sospetto del danno erariale e la certezza di un processo. I maghi delle liste d’attesa raggirate, sono stati veloci anche di fronte alla giustizia. Ma stavolta hanno dovuto pagare il conto della loro furbizia. Finora gli indagati sono 564 tra medici, infermieri e pazienti, ma il numero è destinato a crescere.


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