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Medicina Legale - L'accertamento della morte



 
L'accertamento della morte si effettua sia con l'ausilio di metodiche semeiologiche, sia con ausili strumentali.
 
Le prime riguardano la constatazione della cessazione delle funzioni vitali come l'attività nervosa, cardiocircolatoria e respiratoria.
 
La cessazione dell'attività nervosa di solito viene accertata tramite l'inattività pupillare, pupilla che rimane in midriasi anche se stimolata dalla luce.
 
La cessazione dell'attività cardio-circolatoria si rileva tramite l'ascoltazione dei polsi centrali e periferici, in particolare quello carotideo e quello radiale.
 
La cessazione dell'attività respiratoria viene rilevata attraverso l'assenza di movimenti toracici e la mancanza di emissioni di aria, in quantità anche trascurabili, sia dal naso sia dalla bocca. Di solito l'accertamento è attuabile anche con l'ausilio di mezzi di facile reperibilità quale può essere una lastra di vetro che rimane non appannata.
 
Oltre a queste metodiche è necessario rilevare l'assenza di attività cardio-circolatoria mediante l'ausilio di un elettrocardiografo. In particolare va effettuato un ECG continuo di 20 minuti con linea elettrocardiografica isoelettrica, ossia priva dei caratteristici picchi che contraddistinguono l'ECG su un vivente. Usanza in alcuni ambienti ospedalieri è anche la ripetizione dell'ECG a distanza di 2 ore dal primo a linee piatte.
 
"E' COMUNQUE IL MEDICO A CONSTATARE IL DECESSO".
 
Per quanto concerne l'osservazione del cadavere ci si attiene al D.M. dell'11 aprile 2008 di cui riportiamo il link in calce.

D.M. dell'11/09/2008 ACCERTAMENTO DI MORTE

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