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Blocco assunzioni, infermieri in Sciopero della Fame


Inizia domani davanti alle Molinette lo sciopero della fame degli Infermieri del Piemonte. Protesta contro una politica che porta al collasso il sistema sanitario. 


Infermieri in sciopero della fame. È questa la clamorosa iniziativa per protestare contro il blocco delle assunzioni in Sanità, una misura che rischia di trasformare «tutti i nostri nosocomi in ospedali fantasma, con servizi limitati ed erogazione solo di quelli essenziali proprio a causa della mancanza di personale». La politica del blocco delle assunzioni «porterà al collasso definitivo del sistema, perché già oggi infermieri e professionisti sanitari sopportano orari infernali, senza sostituzioni e senza prospettive di miglioramento. La sanità piemontese è a rischio commissariamento, fatto che comporterebbe situazioni anche peggiori, ma si deve anche comprendere che la strada intrapresa è sbagliata. Di certo il blocco delle assunzioni non è un favore fatto a noi e nemmeno ai cittadini». Lo sciopero a staffetta inizierà domani mattina, mercoledì 3 luglio, davanti all’ingresso dell’ospedale Molinette di Torino, dove verrà allestito un presidio informativo e lanciata una raccolta firme tra utenti e cittadini.

«Se non vi sarà quanto prima un ricambio generazionale di infermieri e operatori sanitari, attualmente ad altissimo tasso di burnout presto chiuderanno reparti e altri verranno accorpati, sopratutto nei servizi h24. Ci saranno grandi strutture prive di forze fresche e con una popolazione da accudire sempre più vecchia. Per evitare questa follia, il blocco delle assunzioni deve essere revocato: ne va della salute dei cittadini». E viene chiamato in causa l’assessore regionale Ugo Cavallera: «deve rendersi conto di che cosa ci aspetta e per dimostrargli quanto siamo indignati e preoccupati abbiamo scelto lo sciopero della fame, un atto estremo contro una politica miope e sorda alla richiesta dei cittadini e dei professionisti sanitari».

«È inutile - gli fa eco Amerio - fare una denuncia alla settimana su quali sono i reparti in maggiore sofferenza: i Dea, le rianimazioni, i dipartimenti chirurgici e medici, le pediatrie: è tutto il sistema che è messo in crisi da questo blocco delle assunzioni». Conclude Delli Carri: «Non arretreremo di un passo proseguendo a turno nello sciopero della fame sino a quando non avremo certezza che venga aperto un tavolo e che vengano concesse le deroghe a questo odioso provvedimento. Non possiamo lasciare la sanità in mano ai numeri, perché la sanità si occupa di vita, della vita delle persone».

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