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Infermieri: la conservazione dei Farmaci

Il decreto del Ministero della Sanità del 6 Luglio 1999 “Approvazione delle linee direttrici in materia di buona pratica di distribuzione dei medicinali per uso umano”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°190 del 14 Agosto 1999 definisce alcune norme generali per assicurare la somministrazione di farmaci “stabili” dal punto di vista chimico-fisico. Queste norme devono essere adottate anche dal personale infermieristico nei diversi ambiti operativi.
La corretta gestione di farmaci non può essere garantita se non viene posta attenzione a:
  • la documentazione;
  • il luogo;
  • le condizioni di conservazione.
Documentazione
Per quanto riguarda la documentazione devono essere poste in essere procedure scritte contenenti le diverse azioni che possono condizionare la qualità dei prodotti e l’attività di gestione dei farmaci, quali: 
  • approvvigionamento e controllo delle forniture; 
  • deposito;
  • pulizia e manutenzione dei locali;
  • registrazione delle condizioni di deposito.
    Inoltre è importante definire le norme comportamentali da adottare al fine di prevenire lo spargimento dei prodotti o la rottura dei contenitori e la contaminazione dei preparati e di assicurare un sistema di rotazione delle scorte (primo entrato, primo uscito in ordine di scadenza). 
Luogo
I locali devono essere puliti, igienicamente idonei e adeguati a garantire una corretta conservazione dei farmaci.
Prima di essere depositati negli armadi dedicati vanno accuratamente controllati per:
o verificare che i contenitori non siano danneggiati e che il farmaco richiesto corrisponda a quanto ricevuto;
o identificare prioritariamente i farmaci soggetti a specifiche misure di deposito (sostanze stupefacenti) e a specifiche temperature di deposito.
I farmaci con sigillo rotto o con confezione danneggiata non vanno utilizzati, ma restituiti al servizio di farmacia così come i farmaci scaduti che devono essere separati dagli altri e inviati al servizio di farmacia.

Condizioni di conservazione
Le schede tecniche che di norma accompagnano ogni confezione di farmaco riportano sempre le condizioni di conservazione.
Per quanto riguarda la temperatura una linea guida comunitaria, attualmente in uso in tutti gli Stati dell’ Unione Europea, definisce quanto deve essere riportato nell’etichetta di un prodotto medicinale in relazione alle modalità di conservazione.
Tutti gli operatori, trasportatori compresi, sono tenuti al rispetto rigoroso delle condizioni di conservazione riportate in etichetta.
Questa linea guida esclude l’uso dell’espressione “temperatura ambiente” ed introduce specifiche dizioni quali:
-  non conservare al di sopra di 30°C;
-  non conservare al di sopra di 25°C;
-  conservare tra 2 e 8°C;
-  non congelare ne mettere in frigorifero;
-  sotto zero – conservare nel freezer.

Per quanto riguarda la luce, i raggi ultravioletti sono in grado di determinare importanti modificazioni delle caratteristiche chimiche dei farmaci sensibili. Molti farmaci infatti vengono preparati in contenitori adatti ad assicurarne il riparo dalla luce.
Nei casi di farmaci particolarmente sensibili (per esempio il sodio nitroprussiato), la protezione deve essere garantita anche durante la somministrazione (copertura del flacone e impiego del deflussore schermato).
Anche l’umidità se assorbita può alterare le caratteristiche fisiche delle sostanze sensibili alla stessa. Inoltre, non sono infrequenti i casi in cui gli effetti dell’umidità si riflettono sull’attività del farmaco.
Infine numerose sostanze possono andare incontro a processi di ossidazione e quindi ad un’alterazione delle caratteristiche chimico fisiche.

Comunque, in assenza di disposizioni specifiche, vanno sempre seguite le norme generali che caratterizzano la buona pratica nella gestione dei farmaci. 

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