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Infermieri - Cambio divisa, scatta la vertenza

GUBBIO - «Il tempo necessario per indossare le divise degli infermieri e degli operatori sanitari, e quello per recarsi dallo spogliatoio al reparto, va riconosciuto come orario di lavoro a tutti gli effetti». È questa la richiesta del sindacato Cobas, già avanzata in altre realtà della regione, che ora approda anche all'ospedale di Branca. «In merito alla vertenza - spiega il sindacato in una nota - abbiamo recentemente consegnato tramite il nostro legale di fiducia, presso la cancelleria del Tribunale di Perugia, il ricorso a favore del riconoscimento del tempo del cambio divisa. Il ricorso riguarda alcune decine di infermieri dell'ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino».

In sostanza, il sindacato chiede di introdurre nei regolamenti regionali e in quelli dell'azienda sanitaria il principio che il tempo per il cambio della divisa sia parte integrante dell'orario di lavoro, cosa che invece non è prevista a differenza, ad esempio, di quanto avviene in Emilia Romagna.

«La vertenza è già iniziata a Perugia, dove ci sono già state due udienze dinanzi al giudice del lavoro - spiega il responsabile provinciale dell'organizzazione, Fabio Paganini - e ora è stata avviata anche a Gubbio dove abbiamo raccolto per ora una ventina di firme».

«La nostra azione sindacale - prosegue il Cobas - è incentrata nell'ottenere, oltre al rimborso di ciò che è dovuto agli operatori sanitari per gli ultimi cinque anni, così come previsto dal codice civile, il riconoscimento del tempo del cambio divisa come orario effettivo di lavoro, attraverso la contrattazione integrativa aziendale, applicando la normativa vigente (Decreto legge 66/2003) e importanti sentenze della Corte di cassazione che molte amministrazioni eludono».

«In molte strutture sanitarie gli operatori sono costretti ad ottemperare a turni di lavoro massacranti dove il lavoro straordinario è divenuto indispensabile strumento di garanzia della continuità assistenziale. È quindi opportuno - conclude il sindacato - che i turni di lavoro siano predisposti in stretta osservanza della normativa».


Fonte: giornaledellumbria.it


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