Header Ads

La pressione? Meglio che la misuri l'infermiere

Uno studio mostra che quando viene misurata da un medico risulta alterata verso l'alto rispetto a quella rilevata da un infermiere. È il fenomeno chiamato “white coat syndrome”, la “sindrome da camice bianco”. E può avere conseguenze negative importanti. 

Per una misurazione della pressione più accurata e più vicina alla realtà è meglio che sia affidata a un infermiere piuttosto che a un medico. A questo risultato è giunto un ampio studio dell'Università di Exeter, condotto su oltre 10mila persone di dieci Paesi e pubblicato nel British Journal of General Practice.
Il fenomeno, come si sa, è quello che si verifica quando un paziente viene preso dall'ansia quando a misurargli la pressione è un medico, che così può trovarsi di fronte a un valore superiore a quello che sarebbe “normale”. E che magari, proprio sulla base di questa misurazione che non sa essere alterata, decide anche di somministrare al paziente un farmaco del quale non avrebbe bisogno.
 
Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori dell'Ateneo britannico hanno “semplicemente” messo a confronto le misurazioni su 1.019 persone rilevate nella stessa seduta da medici e infermieri, scoprendo che i valori pressori erano più alti quando registrati dai primi rispetto ai secondi.
Studi precedenti, osservano i ricercatori britannici, avevano già evidenziato che l'ansia determinata dalla misurazione della pressione da parte dei medici poteva a sua volta provocare un innalzamento dei valori. Questa però è la prima volta che si dimostra che l'innalzamento della pressione è causato dai medici ma non dagli infermieri. E in misura anche piuttosto significativa. Tanto da indurre il medico a sottoporre la persona a una terapia farmacologica, magari per tutta la vita, della quale non avrebbe invece alcun bisogno.
Ecco perché «i medici dovrebbero continuare a misurare la pressione come parte della valutazione di un paziente o di una routine di check-up – ha detto il coordinatore dello studio, Christopher Clark – ma non quando la decisione clinica sul trattamento della pressione arteriosa dipenderà dal risultato. La differenza che abbiamo notato -ha precisato – è sufficiente per far superare in alcuni pazienti la soglia per il trattamento dell'ipertensione. E l'impiego di farmaci inutili può portare a effetti collaterali indesiderati». Senza contare che ad alcuni pazienti potrebbe essere chiesto di continuare a misurare la propria pressione a casa, senza che ce ne sia reale necessità, ma alimentandone l'ansia. «Queste misure inappropriate – ha aggiunto Clark – potrebbero essere evitate semplicemente affidando la misurazione a qualcuno che non sia un medico».

Si stima che nel Regno Unito 12 milioni di persone abbiano la pressione alta (5,7 milioni dei quali non diagnosticata) e che il costo dei soli farmaci a carico del sistema sanitario pubblico britannico sia intorno al miliardo di sterline l'anno. 


Nessun commento:

Grazie per il tuo commento. Quotidiano Infermieri

Powered by Blogger.